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Testo ricorso fino al 09/10/10

 

Eccezione preliminare.

 

 

A fronte della documentazione prodotta da parte del corpo di polizia si eccepisce, preliminarmente, la violazione all’art. 24 della Costituzione. Detto articolo, infatti, sancisce che “la difesa è un diritto inviolabile del cittadino” e da ciò si evince che il consociato deve essere messo nelle condizioni di poter esercitare tale diritto.

L’autorità che esegue la rilevazione della velocità omettendo la spiegazione, anche elementare, dei principi di funzionamento dell’apparecchio misuratore rende impossibile al ricorrente di esercitare il proprio diritto di difesa.

 

 

Nel merito

 

 

Considerata insuperabile l’eccezione sopraesposta per mera completezza difensiva si espone quanto segue.

1) Tutti gli apparati rilevatori di velocità, seppur omologati, per la misurazione di velocità di qualsiasi oggetto in movimento, non sono conformi all'art. 4 comma 3 del Decreto-Legge 121/2002, come modificato dalla legge di conversione, n°168/2002, in G.U. 6 agosto 2002, con decorrenza 7 agosto 2002 e qui di seguito riportato “Nei casi indicati dal comma 1, la violazione deve essere documentata con sistemi fotografici, di ripresa video o con analoghi dispositivi che, nel rispetto delle esigenze correlate alla tutela della riservatezza personale, consentano di accertare, anche in tempi successivi, le modalita' di svolgimento dei fatti costituenti illecito amministrativo, nonche' i dati di immatricolazione del veicolo ovvero il responsabile della circolazione. Se vengono utilizzati dispositivi che consentono di accertare in modo automatico la violazione, senza la presenza o il diretto intervento degli agenti preposti, gli stessi devono essere approvati od omologati ai sensi dell'articolo 45, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285”. Nella fattispecie di cui è causa è dunque palese la violazione della norma in esame, in quanto si evidenzia come: "la violazione deve essere documentata con sistemi fotografici", è una frase tutta al singolare; per poi diventare plurale con la frase: "consentano di accertare lo svolgimento dei fatti", pertanto la foto della violazione diventa plurale, per il fatto che altre foto consecutive alla violazione o riprese video debbono completare quanto necessario allo svolgimento dei fatti, per concludersi con il "nonché i dati di immatricolazione" il cui nonché significa: "anche o integrare", e non un’alternativa alla foto della violazione, e nella quale si chiede il rilevamento dei dati di immatricolazione (targa), quale atto finale al solo scopo di identificare i dati per l'accertamento del proprietario del veicolo, venendo pertanto attualmente omessa la foto della violazione e quelle dello svolgimento dei fatti.

Pertanto lo svolgimento dei fatti dovrebbe avere più foto con un minimo di due, una prima foto al fotofinish quale prova documentata della violazione ed almeno una seconda, postuma per la sola identificazione dei dati di immatricolazione del veicolo,

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ chiaro quindi, alla luce di quanto sopra esposto, che nessuna certezza può essere attribuita alla misurazione della velocità contestata con il verbale impugnato, come si evince anche dalle perizie allegate. Inoltre la velocità è determinata dal rapporto spazio/tempo, e questi dati non sono in possesso del ricorrente ne agli agenti di Polizia accertatori, ne all’organo giudicante, al fine di poter accertare e verificare l’esattezza della misurazione, ovvero, indicare l’orario di intercettazione del primo rilevamento e  l’orario di intercettazione del secondo rilevamento, oltre allo spazio tra le due misurazioni di tempo.  

2) Si contesta la regolarità tecnica ai fini interessati dell'apparecchio rilevatore del presunto eccesso di velocità. A tal fine è necessario un ampio chiarimento discendente da un approfondito accertamento tecnico, evidenziando all' Ill.mo in intestazione richiamando quanto previsto dal 12° comma dellart.23 della legge 24/11/1981 n.689 ove è stata abbandonata la tradizionale presunzione di legittimità dell’atto amministrativo, a fronte della quale era l’opponente a dover fornire la prova del contrario e pare superfluo ricordare che, attualmente, in analogia ai principi vigenti in materia di illecito penale, spetta alla P.A. fornire la prova certa della sussistenza della violazione amministrativa.

In mancanza di detta prova, infatti, non sussistendo certezza sulla responsabilità dell’opponente medesimo, il ricorso deve necessariamente essere accolto (l'ultimo comma dell'art.23 della legge 689/1981 recita così: "Il giudice accoglie l'opposizione quando non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell'opponente").

Si consideri inoltre come più volte la Cassazione Civile, con relative sentenze, tra le quali si rende opportuno elencare la n.9909/01, la n.3522/99, la n.2734/02, la n.3350/01, la n.693/99, la n.3939/98, la n.6302/96, la n.2988/96, la n.12846/95, la n.12545/92 e la n.12189/92, abbia sempre confermato come ad un verbale di accertamento non possa essere attribuito valore di piena prova. Ciò nel senso che l’accertamento delle violazioni delle norme sulla velocità mediante uno strumento, debitamente omologato, potrà ritenersi provato sulla base della verbalizzazione dei rilievi delle apparecchiature, facendo in effetti il verbale piena prova fino a querela di falso dell’effettuazione degli eseguiti rilievi medesimi mentre le loro risultanze potranno assurgere ad elemento di prova solamente in base a concrete circostanze di fatto.

3) Lo strumento atto a rilevare la misurazione di velocità, comprende due o più dispositivi di emissione-ricezione di raggi ottici, preferibilmente infrarossi, che si attivano con la loro intercettazione tramite qualsiasi oggetto.

Il problema tecnico principale degli apparati del tipo sopradescritto è quello di non consentire il riconoscimento di eventuali errori d'attivazione dei dispositivi di emissione-ricezione, escludendo la prova visiva di chi o cosa abbia fermato il conteggio cronometrico. Si è constatato, infatti, che un evento accidentale, come il passaggio di uccelli, cadute di foglie, sassi situati sull'asfalto e proiettati in alto dal passaggio di altri veicoli ecc., può falsare la rilevazione cronometrica, attribuendo al veicolo in oggetto una velocità superiore a quella effettiva. Stessa cosa per gli apparati che rilevano frontalmente le velocità (cosiddetti Telelaser), in quanto i raggi di rilevamento emessi in rapida successione, potrebbero essere intercettati  dagli oggetti prima elencati,  attribuendo al veicolo stesso una velocità superiore a quella effettiva. E' altamente probabile che, dopo aver intercettato il veicolo, considerando la distanza di rilevamento, di solito oltre i 300 metri, distogliendo lo sguardo dallo strumento per guardare la strada, e ricercare il veicolo in transito, in fase di ricollimazione visiva, l'agente accertatore possa confonderlo con altro veicolo nelle sue immediate vicinanze, sent. R.G.1237/98 del Tribunale di Padova sezione II° civile. Tra l'altro, il lieve spostamento dello strumento posizionato su di un cavalletto, per soli 0,7 centesimi di grado,  provocato nei pressi, dal passaggio di vetture o furgonati, a 300 metri, significa appunto uno spostamento di ben 40 centimetri, essendo pertanto possibile  la progressione costante di rilevamento lungo l'intera superficie del parabrezza, incrementando la velocità del veicolo pari alla superficie dello stesso proiettata su di un piano ortogonale.  Pertanto, trovarsi nei pressi del luogo di presunta violazione, non prova la responsabilità, e che solo una seconda foto scattata sul fotofinish del  raggio, che rileva il passaggio per la misurazione del cronometraggio,  in base alla formula  v = s/t può attribuire ineccepibilmente, e sempre per predetta formula, al fine di poter esercitare  le opportune verifiche, è necessario che vengano forniti alcuni dati, quali: lo spazio tra le misurazioni, l'unità di misura di tempo utilizzata, ed i tempi di rilevamento delle misurazioni,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

e che nell'audizione di cui se chiede, ci si riserva di farsi eventualmente rappresentare e tutelare anche per spiegazioni il titolare delle consulenze tecniche allegate.

4) Non di minore importanza, tutt’altro, come indicato sui libretti di istruzione di qualsiasi apparecchiatura elettronica, non facendo eccezione quelle rilevatrici di velocità, esse hanno un campo di esercizio della temperatura, con una minima ed una massima, entro le quali è garantito il perfetto funzionamento degli apparati rilevatori, che non è indicata sul verbale al momento della rilevazione della presunta violazione per eccesso di velocità, malgrado sia, e non provata, uno dei tanti requisiti previsti per il suo regolare funzionamento, pertanto non è improbabile che le stesse possano risultare falsate, e sia per la temperatura esterna, e sia per la temperatura propria all'interno dell'apparato, a causa di improvvisi, ed anche momentanei guasti, o semplice occlusione anche parziale al sistema di ventilazione.

Cio' premesso il/la ricorrente

 

 

                                                                                     CHIEDE

 

Che l'Ill.mo in intestazione, voglia dichiarare nullo e/o annullabile l'impugnato verbale con ogni atto conseguente e per l'effetto dell'ex art 126 bis C.d.S. , sospendere l’esecuzione dell’opposto verbale sino alla definizione del ricorso.

 

Si allega:

Verbale di accertamento in oggetto

n°____ fogli supplementari da me controfirmati

n°____ CTP più autocertificazione e copia documento del dichiarante

 

Data..........

                                                         

 

                                                                                    firma